I Calanchi

I CALANCHI

– (di E. Crimi) –

           Il calanco è un fenomeno complesso di franamento ed erosione dei terreni fortemente argillosi, tipico del clima mediterraneo. Affinchè questo si formi, sono necessarie alcune condizioni ed in particolare, è necessario che il terreno sia prevalentemente argilloso ma con una certa percentuale di sabbia, i versanti siano con pendenza elevata ma non eccessiva, i terreni siano esposti preferibilmente a sud, il suolo sia sottile e il clima caratterizzato da fenomeni temporaleschi e stagioni secche. L’argilla è un terreno formato da particelle microscopiche di forma lamellare, che aderiscono fra loro. In questi terreni, le gocce d’acqua di un temporale penetrano attraverso le fessurazioni, provocano la disgregazione di piccole particelle di terra e favoriscono il rigonfiamento, indi l’azione solare provoca il ritiro e le spaccature, definite desquamazioni e spappolamento delle argille. In terreni a forte pendenza, una volta spappolata l’argilla viene messa in movimento dal ruscellamento dell’acqua piovana e sottoforma di fiume di fango, prima in forma lieve, poi, asportando ulteriori particelle di terra, in forma sempre più grave, fino a scaricare e smantellare il monte che tende ad essere livellato, si riversa sui campi, sulle strade e i centri abitati, creando danni alle persone e alle cose. Una volta per la sistemazione dei calanchi si adoperavano mezzi meccanici per il modellamento delle creste, o esplosivi, o correttivi del terreno, o prodotti chimici che modificavano la natura stessa dei terreni (flacculazione dell’argilla).

Calanco

Oggi creando la regimazione delle acque con canali erodenti sulle creste e canaletti di raccolta negli impluvi, si cerca di eliminare le acque superficiali, impedire le colate fangose, facilitare l’attecchimento della vegetazione e accelerando la demolizione delle creste. Il terreno si spoglia rapidamente del suolo, i rigagnoli s’ingrandiscono e si approfondiscono creando dei fossi e aumentando di numero fino a disegnare un fitto reticolo idrografico in miniatura, con vallecole dai fianchi ripidissimi in cui l’erosione di fondo è più veloce di quella laterale. Nella parte alta del calanco, invece, la pendenza è così elevata che il terreno argilloso non può essere stabile: piccole frane si staccano continuamente, provocando l’arretramento del calanco fino alla sommità della collina. I minerali che compongono l’argilla contengono poche sostanze nutritive, pertanto, se le condizioni sono favorevoli al fenomeno, la velocità di erosione è superiore a quella di pedogenesi, cioè alla formazione di suolo adatto ad ospitare vegetazione, ne consegue che le radici delle piante penetrano con difficoltà, respirano male e attecchiscono faticosamente.

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